Il "Requiem" si trasforma in Samba per la Prima Orange
Amiche ed amici della pallavolo, appassionati delle grandi rimonte e cultori del dato statistico che si fa epica: quello che è andato in scena sul taraflex di Rozzano non è stato un semplice incontro di Prima Divisione, ma un vero e proprio trattato sulla resilienza umana e sulla metamorfosi ritmica.
Per i primi due set, bisogna dirlo con onestà quasi brutale, la Prima Orange del Crazy Volley di Rozzano è parsa l'ombra di se stesso. Una compagine avvolta in un’atmosfera da musica da requiem, quasi esanime sotto i colpi di un’S.O.I. Inveruno che appariva debordante per fluidità di manovra e cinismo.
La Cronaca Dettagliata: Il Buio e la Luce
I SET: Il naufragio tecnico
L'avvio è una salita di sesta categoria. Si procede punto su punto fino al 7-8, poi la luce si spegne nella metà campo rozzanese. Inveruno accelera, la ricezione Orange balbetta e il tabellone recita impietoso 10-14. Non c'è reazione: gli ospiti scappano via sul 15-22. Il parziale di 16-24 è l'anteprima del definitivo 16-25. Un set che definirei asfittico.
II SET: Il coraggio di cambiare
Sembra esserci una scintilla: Rozzano parte bene (4-1), ma è un fuoco di paglia. L'equilibrio sul 5-5 è il preludio a un nuovo tracollo: 9-13 prima e 10-15 poi. Sul 16-17 si accende una flebile speranza, ma Inveruno ha più benzina e cinismo: 17-21 e chiusura sul 18-25. Ma attenzione! È qui che avviene la svolta tattica. Coach Sudati opera quella che chiamerei "la mossa del coraggio": butta nella mischia il giovane Polino, un Under all'esordio assoluto, e inserisce il nuovo innesto brasiliano Enzzo (con due "Z", per carità di precisione filologica!). Con loro, entra in scena anche lo spirito di sacrificio di Capitan "Kaiser" Soldera, che accetta di giocare fuori ruolo per dare equilibrio alla squadra.
III SET: Il cambio di frequenza
La musica cambia: via Chopin, dentro il Samba. Dopo una fase di studio (6-6), si arriva al 10-10. Qui Rozzano mette la freccia: 13-10 e poi un break pesantissimo fino al 17-12. Inveruno prova a rientrare m la chiusura sul 25-18 restituisce dignità e fiato ai padroni di casa.
IV SET: Il dominio fisico
Inizia l'apoteosi del gruppo "Crazy". Un 3-0 fulmineo mette subito le cose in chiaro. Inveruno tenta l'ultimo aggancio sul 5-5, ma Rozzano scappa di nuovo: 10-8, poi 15-10. La difesa ospite non tiene più l'urto di un attacco rigenerato. Sul 22-16 il set è virtualmente finito. Si chiude 25-19. Si va al quinto set.
V SET: Il Tie-Break della gloria
Il quinto parziale è una sinfonia monocolore. 3-1, poi un incredibile allungo fino al 7-1. Al cambio campo sull'8-2 si capisce che l'inerzia è totalmente ribaltata. Inveruno è alle corde (12-5). Sale in cattedra un Dragonetti monumentale: 22 punti totali, ma sono i 9 muri punto a gridare vendetta, una prestazione che definirei monolitica. Al suo fianco Gobbi in doppia cifra nel tabellino e un Chitoni magistrale (21 punti), che sigilla la contesa con l'ultimo, simbolico acuto: un Ace che fissa il punteggio sul 15-6. Una vittoria di nervi, tecnica e ritmo.
L’Angolo del Coach: Quattro chiacchiere con Coach Sudati
Allora Coach, un inizio che sembrava la colonna sonora di un funerale di terza classe e poi il Carnevale di Rio. Com’è che funziona?
"Per i primi due set eravamo lì che ci guardavamo come se fossimo al catasto ad aspettare il nostro turno. Una tristezza infinita. Poi ho guardato la panchina, ho visto questo ragazzo, Enzzo — sì, con due Z, se no non vale — e mi son detto: 'Ma sì, proviamo a ballare'. Lui è entrato, ha messo su il disco giusto e la palestra è diventata il Sambodromo. Cose che succedono solo a chi è un po' 'Crazy' di nome e di fatto."
E il giovane Polino? Buttato dentro così, a freddo, in mezzo alla tempesta...
"Eh, il ragazzino ha fegato. L’ho buttato nella mischia che c’era più nebbia che in via Padova a novembre. Ha dato il suo, non s'è spaventato. Poi mettici "Kaiser" Soldera che s’è messo a fare un mestiere che non era il suo con la pazienza di un santo, mettici Dragonetti che ha tirato su un muro che neanche la dogana svizzera... alla fine è andata. Chitoni ha chiuso con l'ace, ma la vera vittoria è stata crederci sul 10-15 del secondo set., io mi sono seduto e ho ringraziato il cielo. Adesso però pagano da bere loro, eh."
Si faccia una domanda e si dia una risposta.
"La domanda è: "Ma chi me lo ha fatto fare?". La risposta è: "Quel sorriso di fine partita, ne vale sempre la pena".




