U13 PGS: La veglia sul Lambro
Le sentinelle di Lambro fermano l'invasore; l'U13 PGS batte il Cagliero
Scontro al vertice per l'Under 13, che trova Lambro invasa dalle forze del Cagliero, compagni sulla vetta della classifica su cui, però, c'è spazio soltanto per una squadra. Inizia dunque alle 15:30 precise, lo scontro che ci vedrà o signori della classifica o crollare a valle con tutte le scarpe.
La corazzata Potëmkin
Partiamo in battuta. Rombo di braccio, e si va, pronti a difendere la palla di rimando dei nostri avversari. Appoggio, alzata e schiacciata, tutto da manuale, un solo problema: la palla non cade. E che problema c'é? Basta difendere qualsiasi cosa il Cagliero ci tiri dietro, e ripetere l'azione. Ma la palla continua a non cadere, sembra quasi ostinata nel suo voler svolazzare qua e la per il campo, aiutata dalla solida difesa di entrambe le squadre. Undici scambi, tra schiacciate, pallonetti, muri, sbagherate e sicuramente qualche imprecazione per ricordare al pallone che il terreno lo dovrebbe anche toccare una volta ogni tanto. E dopo un azione lunga come un quarto d'Odissea, il punteggio dice 1-0, e si deve arrivare a 17. Ed è lì che le squadre capiscono subito in che tipo di partita si son cacciate: una partita senza grandi azioni gloriose, da far gioire qualunque propagandista, anche in erba, ma in una dura lotta serrata dove ogni ace s'ha da considerare un miracolo, dove ogni distrazione in difesa può risultar fatale e dove non vince chi più riesce a bucare il terreno con le schiacciate, ma chi più riesce a mantener saldi quei nervi che stavan già per partire al primo punto. E il primo set ne fu il più candido esempio. Un solo ace, una mezza manciata di punti in attacco ed un lungo, aspro, asprissimo combattimento all'ultimo appoggio che culmina in vittoria per il Crazy per il sol motivo che i nostri tigrotti tirano su un paio di palloni in più rispetto ai compari oltre-rete.
Se un'offensiva va troppo bene...
Al secondo set la musica pare cambiare. Ordine in difesa, un buon numero di ace e spunta anche qualche buco per terra nel campo avversario causato dalle nostre schiacciate ch'erano impensabili giusto cinque minuti fa. Quasi confusi da questo calo di tensione, i tigrotti senza troppi ringraziamenti e convenevoli vincono senza troppi problemi lasciando il Cagliero con soli 4 punti. Qualcosa non torna, eppure il punteggio parla chiaro. Che forse il Cagliero abbia esaurito le forze dopo il primo, eterno, parziale?
...trattasi di un'imboscata
No. Ma nella maniera più assoluta. Tornano gli scambi lunghissimi, spariscono ace e punti facili in attacco. Il Cagliero è tornato, più incazzato che mai. Ma i tigrotti non si fanno intimorire, e si riadattano subito alla brillante controffensiva degli avversari, difendendo la qualunque e anche qualcosa in più. Ma lo shock si fa sentire, la stanchezza avanza e qualche crepa inizia ad intravedersi nella colonna arancio-nera a difesa di Lambro. Che la terza vittoria del Crazy non tragga in inganno, il recupero della squadra avversaria non è che cominciato.
"Tutti sanno stare in campo, pochi sanno stare in panca."
Dopo tre set persi, la maggior parte delle squadre si perderebbe d'animo. Oramai, vincere, è un sogno lontano, il manico del coltello e fermamente nella mano della formazione avversaria, è quindi normale pensare che s'inizi a battere la fiacca. Il Cagliero, non è una di queste squadre. Anzi. Con quello che potrebbe essere descritta solo come rabbia cieca con un sano miscuglio di sete di vendetta, gli assedianti di Lambro non hanno la benché minima intenzione di farsi sottomettere una quarta volta, e il set inizia con le tigri che vengono travolte dall'ira funesta che infiniti punti addusse ai Milanesi. La situazione è disperata. Punteggio segna 4-10 e le Tigri danno segno di cedimento. Chiunque veda la partita da fuori ha già sentenziato: "il quarto set, è perso". Eppure il Coach sembra tranquillo, quasi non curante della situazione. E' forse impazzito? Sa egli leggere il tabellone? O pensa forse che il 10 sia nostro e il 4 sia loro? Questa è la domanda sulla bocca di tutti. Ma l'allenatore ha un'arma celata che in pochi conoscono e ancora meno apprezzano. Se ne son dette tante sul conto della Suprema Marina Panchinara. E la maggior parte delle voci non sono sicuramente positive, e i membri della prestigiosa organizzazione lo sanno. Ecco dunque la loro risposta. Con la calma di chi sa di aver alle spalle dei guerrieri su cui poter far cieco affidamento, Coach Ralepre fa sbarcare in campo due stacanovisti della panca, due veri e propri veterani della Marina che presto s'affrettano a rispondere a tono allo sbizzarrito Cagliero. 4-10? Forse intendevi 14 pari. C'è chi grida al miracolo sportivo, c'è chi rimane incredulo a bocca spalancata, c'è chi invece, con la piena consapevolezza di poter e di dover vincere il quarto parziale, spazza via gli avversari con colpi decisi chiudendo il set 17-15 a favore degli arancio-neri.
La veglia sul Lambro
Quinto set da manuale. Il Cagliero, nonostante si sia visto soffiare un punto da sotto il naso, non s'arrende davanti a nulla, e continua a giocare una splendida pallavolo, caratterizzata da difese da capogiro e ottima visione tattica. Ma l'Under 13 è ormai inarrivabile. I cuori dei nostri atleti battono all'unisono, così come le braccia in schiacciata, e non lasciano respiro ai degni avversari. Lambro può dormire sonni tranquilli. Le sue sentinelle gli portano cinque punti pieni più uno in più per la vittoria, e finiscono il girone di andata con solo un punto in classifica mancante all'appello. La testa già pensa al primo girone di ritorno e al campionato FIPAV, che inizierà a breve, ma questa vittoria rimarrà nella storia come una stupenda prova di carattere.




